A terra, un trasformatore guasto significa un furgone e un ricambio. Offshore, lo stesso guasto significa un elicottero, una finestra meteo e una perdita di produzione contata in ore di fermo a pieno regime. Per questo in mare la manutenzione predittiva non è un'opzione: è l'unica strategia economicamente razionale.
Perché un guasto in mare costa in modo diverso
Tre fattori cambiano l'economia di ogni avaria su una piattaforma, un FPSO o una nave in navigazione:
- Logistica: ricambi e specialisti non arrivano in un'ora. La mobilitazione dipende dallo stato del mare, dalla disponibilità dell'elicottero e dai permessi.
- Isolamento: non c'è un secondo fornitore dietro l'angolo. Quello che è a bordo è tutto quello che si ha.
- Conseguenza: un incendio o un blackout in un ambiente confinato, lontano dalla costa, ha una gravità completamente diversa dallo stesso evento in fabbrica.
L'indagine a infrarossi ribalta l'ordine dei fatti: l'anomalia si scopre con l'impianto in funzione e la riparazione si pianifica in una fermata programmata, invece di improvvisarla in emergenza.
Cosa ispezioniamo su una piattaforma
- quadri principali e secondari, MCC e quadri di distribuzione;
- trasformatori di potenza HV/LV e condotti sbarre;
- gruppi elettrogeni con i circuiti di eccitazione e controllo;
- motori elettrici, pompe e compressori: cuscinetti, giunti, disallineamenti;
- scambiatori di calore, scaricatori di condensa e coibentazioni delle linee di processo;
- materiali refrattari, livelli di serbatoi, incrostazioni e restrizioni nelle tubazioni.
A bordo: sala macchine e propulsione
Su mercantili e navi passeggeri la priorità è il rischio incendio in ambienti confinati. Il rilievo si esegue con la nave in navigazione, su quadri di propulsione, generatori, quadri principali e di emergenza, percorsi cavi e collettori di scarico. Trovare un morsetto allentato prima che diventi un innesco, in una sala macchine in mezzo al mare, vale più di qualunque ricambio.
I vincoli operativi che nessuna brochure racconta
Lavorare offshore significa accettare una disciplina che con la termocamera non c'entra nulla:
- sistemi di permesso di lavoro e toolbox talk integrati con le procedure del committente;
- aree classificate (ATEX), dove lo strumento stesso deve essere compatibile con la zona;
- finestre meteo che possono accorciare una campagna da un'ora all'altra;
- personale con certificazioni di sopravvivenza, sanitarie e di sicurezza in corso di validità: senza, semplicemente non si imbarca.
Offshore la competenza si misura prima della partenza: un operatore che non può imbarcarsi è un operatore che non esiste.
Lavoriamo nell'oil & gas e nell'offshore dal 2020, con operatori certificati di 2° livello. Scopri quali certificazioni richiede il mestiere in «Pronti all'imbarco» oppure guarda i nostri servizi di ispezione.


